Il Bisfenolo A nei Contenitori Alimentari: Le Ultime Novità dalla Commissione Europea

La Commissione Europea ha già da tempo espresso l’intenzione di proibire l’impiego del bisfenolo A (BPA) in materiali utilizzati a contatto con alimenti, compresi imballaggi e materiale plastico, e ora questo divieto è sempre più imminente.

La proposta di regolamento europeo è stata annunciata l’9 febbraio, e il termine per la consultazione pubblica aperta da Bruxelles, volta a raccogliere pareri e feedback, si avvicina rapidamente (l’8 marzo).

Il passo deciso verso il divieto dell’uso del BPA nei contenitori è giunto in seguito alla pubblicazione del parere dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), che ha evidenziato gravi preoccupazioni per la salute legate all’esposizione al BPA tramite alimenti.

Il BPA è un composto chimico comunemente impiegato nella produzione di plastiche e resine, incluso il policarbonato, una plastica trasparente e rigida utilizzata per contenitori riutilizzabili e bottiglie.

Tuttavia, è stato classificato come interferente endocrino, ossia una sostanza in grado di perturbare l’equilibrio endocrino e ormonale, costituendo quindi un potenziale rischio per la salute umana.

La proposta europea prevede il divieto dell’uso del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti, con alcune eccezioni per casi specifici, a condizione che non vi sia rilevabile migrazione della sostanza nei cibi. Il problema del BPA è proprio la sua capacità di migrare in piccole quantità negli alimenti e nelle bevande, soprattutto se i materiali sono danneggiati o utilizzati a temperature elevate.

Oltre al divieto quasi totale del BPA, la Commissione Europea ha proposto restrizioni anche per altri bisfenoli, i quali saranno sottoposti a valutazione del rischio per la salute e autorizzazione per l’uso nei materiali a contatto con gli alimenti.

Nel frattempo, l’Efsa ha recentemente stabilito una nuova soglia giornaliera tollerabile per il BPA, circa 20.000 volte più bassa rispetto alla precedente. Questo è significativo considerando che l’esposizione dei cittadini europei al BPA è risultata ben al di sopra dei livelli accettabili di sicurezza, come evidenziato da uno studio condotto dall’Agenzia Europea per l’Ambiente.

Dove si trova il Bisfenolo A

Abbiamo discusso di questo argomento in diversi articoli precedenti, eppure è sempre utile ripeterne l’importanza. Il bisfenolo A è ampiamente presente in vari oggetti d’uso quotidiano, spesso impiegati per la conservazione e la manipolazione degli alimenti.

Ecco alcuni esempi:

  • Contenitori per alimenti in plastica: il BPA è ampiamente utilizzato nella produzione di plastica, inclusi contenitori riutilizzabili per cibo e bevande.
  • Contenitori per la pizza.
  • Borracce e tazze: quelli realizzati in plastica.
  • Scatolame e lattine: pellicole e verniciature interne per scatole e lattine possono contenere BPA.
  • Contenitori per neonati e bambini: nonostante le restrizioni già in vigore, alcuni contenitori per neonati e bambini potrebbero ancora contenere tracce di BPA.

La decisione della Commissione Europea di vietare il BPA nei materiali a contatto con gli alimenti è di fondamentale importanza, in quanto mira a ridurre l’esposizione dei consumatori a questa sostanza dannosa.

L’entrata in vigore delle restrizioni sul BPA è prevista per la fine del 2025 o l’inizio del 2026 (sarà previsto comunque un periodo di transizione di 36 mesi per la riformulazione di alcuni prodotti e di 18 mesi per i materiali a contatto con gli alimenti).

Come difendersi dal BPA

Possiamo ridurre l’esposizione al bisfenolo A (BPA) seguendo questi semplici consigli:

  • Scegliere prodotti etichettati come “BPA-Free”.
  • Optare per materiali sicuri: meglio evitare la plastica o, se necessario, scegliere quella priva di BPA. Si può optare anche per contenitori in acciaio inossidabile o vetro. Anche piatti biodegradabili o in ceramica sono scelte sicure e sostenibili per evitare il contatto con il BPA.
  • Verificare lo stato dei contenitori in plastica: è importante controllare regolarmente lo stato di usura dei contenitori in plastica. Una plastica danneggiata è più propensa a trasferire il BPA agli alimenti.

In conclusione, il divieto proposto dalla Commissione Europea sull’uso del bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti rappresenta un passo significativo verso la tutela della salute pubblica. Le preoccupazioni riguardanti l’esposizione al BPA attraverso gli alimenti hanno spinto l’Unione Europea ad agire in modo deciso per garantire la sicurezza dei consumatori.

Le nuove normative non solo proibiscono l’uso del BPA, ma introducono anche restrizioni per altri bisfenoli, soggetti a una rigorosa valutazione del rischio per la salute. Questo è un segnale chiaro dell’impegno dell’Unione Europea nel proteggere la salute e il benessere dei cittadini.

È fondamentale che i consumatori siano consapevoli dei rischi associati al BPA e adottino pratiche che riducano l’esposizione a questa sostanza dannosa. Scegliere prodotti etichettati come “BPA-Free” e optare per materiali sicuri sono passi importanti per ridurre il rischio di esposizione al BPA.

Inoltre, è incoraggiante notare che l’Unione Europea sta lavorando attivamente per ridurre l’esposizione al BPA attraverso il rafforzamento delle normative e l’adozione di misure preventive.

In definitiva, il divieto del bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti rappresenta un importante passo avanti nella protezione della salute pubblica e nella promozione di uno stile di vita più sicuro e sano per tutti i cittadini europei.

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