Legumi, Elisir di Lunga Vita: Le Proteine Vegetali Promotrici di Longevità

Le proteine rappresentano un elemento nutritivo fondamentale per l’organismo umano. Fra le svariate fonti di proteine, quelle di origine vegetale si distinguono per il loro minore apporto di grassi e colesterolo, oltre a essere ricche di fibre alimentari.

Studi recenti hanno rivelato che un incremento nel consumo di proteine vegetali non soltanto abbassa il rischio di patologie croniche ma contribuisce anche a prolungare l’esistenza.

Lo Studio

Una ricerca pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition ha evidenziato come le donne che nell’età matura consumavano una quantità maggiore di proteine vegetali presentassero un rischio inferiore di contrarre 11 patologie croniche con il trascorrere degli anni. In aggiunta, si è osservato che la loro salute mentale, la capacità cognitiva e il benessere fisico risultavano migliorati.

In dettaglio, è stato scoperto che i soggetti che integravano nella loro dieta una maggior quantità di proteine derivanti da frutti, ortaggi, legumi, pane e pasta avevano una minore probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, tumori e diabete rispetto a coloro che consumavano tali alimenti in quantità inferiore. Questi individui hanno anche mostrato un rallentamento nel declino delle funzioni cognitive e mentali.

L’indagine ha preso in esame i dati di 48.762 individui inclusi nel Nurses’ Health Study, con un’età media iniziale di circa 48 anni, monitorati per oltre 30 anni. Gli studiosi hanno valutato il loro consumo di proteine totali, proteine animali, proteine del latte e proteine vegetali per analizzare la connessione tra i livelli di assunzione di proteine, i tipi di proteine e l’invecchiamento in salute.

L’invecchiamento in salute è stato definito come l’assenza di 11 principali malattie croniche, un’eccellente salute mentale, e la conservazione di memoria e funzionalità fisiche. Le 11 malattie esaminate comprendevano:

  • tumore (escluso il carcinoma cutaneo non melanoma)
  • diabete mellito di tipo 2
  • infarto del miocardio
  • ictus
  • interventi di bypass coronarico
  • insufficienza cardiaca congestizia
  • malattia polmonare ostruttiva cronica
  • insufficienza renale
  • sclerosi multipla
  • sclerosi laterale amiotrofica
  • morbo di Parkinson.

Le fonti di proteine animali esaminate includevano carne bovina, pollame, pesce e prodotti ittici, così come proteine lattiere derivate da latte, formaggio, pizza, yogurt e gelato. Le proteine vegetali provenivano principalmente da pane, frutta, verdura, cereali, legumi, fagioli, burro di arachidi, purè di patate e pasta.

I risultati hanno sottolineato che per ogni incremento del 3% nel consumo di proteine vegetali nella dieta, le probabilità di godere di un invecchiamento salubre in futuro crescevano del 38%. Inoltre, è emerso che sostituire il 3% del fabbisogno calorico giornaliero con proteine vegetali anziché calorie equivalenti derivanti da grassi saturi, polinsaturi, monoinsaturi, proteine animali o del latte migliorava significativamente le chance di un invecchiamento salutare, con un aumento del tasso dal 22 al 58%.

È stato evidenziato che alimenti come l’edamame, i fagioli neri e la soia gialla (biologica) offrono un’elevata quota proteica con un basso tenore di grassi. Sebbene contengano una certa quantità di amido, i legumi presentano enzimi che bloccano quelli deputati alla degradazione dell’amido, risultando in un indice glicemico decisamente basso e rappresentando così ottime fonti di proteine.

I ricercatori hanno altresì indicato che una carenza di proteine di alta qualità può causare una diminuzione della massa muscolare, un rallentamento del metabolismo, stanchezza cronica e una riduzione dei livelli energetici.

Fonte: The American Journal of Clinical Nutrition

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