Confezioni sempre più piccole e stesso prezzo: Lo Shrinkflation sbarca nei Supermercati

Potrebbe essere questa la descrizione della spesa degli italiani, sempre più frequentemente alle prese con imballaggi di pasta, biscotti, yogurt, detersivi che sono più piccoli o contengono una quantità inferiore di prodotto rispetto al passato.

Si tratta del diffuso fenomeno dello shrinkflation, atto a mantenere invariato il prezzo di un articolo nonostante l’inflazione e gli aumenti dei costi di produzione, riducendo la quantità di prodotto venduta.

I prodotti maggiormente interessati

Come accennato, lo shrinkflation è un fenomeno trasversale che coinvolge diverse categorie merceologiche, dalle derrate alimentari fresche (come yogurt e mozzarelle) ai generi di dispensa (come olio, caffè, pasta, patatine), dai prodotti cosmetici (come bagnoschiuma e shampoo) agli articoli per la pulizia domestica (come i detersivi per i piatti).

L’associazione Altroconsumo ha condotto un’indagine sulle confezioni dei prodotti più comuni nei supermercati, fornendo un quadro dettagliato di un fenomeno complesso e multifacetico.

In alcuni casi, si assiste semplicemente a una riduzione della quantità di prodotto (in grammi o millilitri) indicata sull’etichetta; in altri casi, invece, il packaging subisce una completa trasformazione, presentando una quantità inferiore rispetto alla versione precedente.

Ciò che rimane costante per il consumatore è l’aumento del prezzo al litro o al chilo. Ecco alcuni esempi, tratti dall’indagine condotta da Altroconsumo:

  • Detersivo per piatti Nelsen: la confezione da 1 litro è stata ridotta prima a 900 e poi a 850 millilitri, con un incremento del prezzo al litro del 53%.
  • Patatine Pringles Originals hanno visto la loro confezione passare da 200 a 190 grammi e successivamente a 175 grammi, con un aumento del prezzo al chilo del 22%.
  • Birra Peroni Nastro Azzurro: la bottiglia è stata ridotta da 66 cl a 62 cl, con un aumento del prezzo del 18%.
  • Prosciutto cotto confezionato: diverse marche hanno ridotto le confezioni tra i 10 e i 30 grammi, aumentando nel contempo il prezzo al chilo.
  • Nocciolata Rigoni d’Asiago: riduzione dei formati da 270, 350 e 700 grammi a 250, 325 e 650 grammi, con aumenti del prezzo al chilo tra l’11% e il 38%.
  • Yogurt greco Delta e Fage: i vasetti sono stati ridotti da 170 a 150 grammi, con un conseguente aumento del 30% del prezzo al chilo per Delta e addirittura del 65% per Fage.
  • Sapone idratante Neutro Roberts con glicerina, passato da 300 a 200 millilitri, con un aumento del prezzo al litro del 201%.
  • Saponette Neutro Roberts e Palmolive vendute solo in multipack da 3 unità e non più da 4.
  • Saponette Nidra, ridotte nel peso da 100 a 90 grammi.
  • Bagnoschiuma Vidal al muschio bianco: ridotto da 750 a 650 millilitri, con un aumento del prezzo al litro del 22%.

I consigli per evitare di cadere nella trappola

Lo shrinkflation, come ricordato, è una pratica legale: le aziende possono ridurre le loro confezioni indicando il nuovo peso del prodotto sull’etichetta (cosa che avviene sempre).

Spetta a noi consumatori essere vigili durante gli acquisti per evitare di essere ingannati dalle confezioni ridotte. Ecco alcuni consigli utili:

  • Quando prendiamo un prodotto dagli scaffali, dedichiamo un momento per controllare il formato della confezione e il peso netto, per verificare eventuali variazioni.
  • Controlliamo anche il prezzo del prodotto al chilo o al litro: eventuali aumenti minimi sul prezzo della singola confezione sono più evidenti su una quantità maggiore di prodotto.
  • Infine, diffidiamo delle offerte “Formato famiglia”: dietro un’apparente convenienza potrebbe nascondersi un risparmio non così significativo, finendo per acquistare quantità di cibo eccessive di cui non abbiamo bisogno.

Il termine, che potrebbe essere tradotto in italiano come “sgrammatura”, deriva dall’unione dei termini inglesi “shrink” (restringere) e “inflation” (inflazione). Si tratta di una pratica di vendita subdola, di cui i consumatori meno attenti talvolta nemmeno si accorgono: le confezioni si riducono e le quantità diminuiscono – seppur di poco, a volte solo di una ventina o cinquantina di grammi. Sull’etichetta delle confezioni è indicato il nuovo peso del prodotto, ma la riduzione non è resa esplicita – motivo per cui non tutti se ne accorgono.

Sebbene si tratti di una riduzione minima per singola confezione, replicata su vasta scala, comporta un risparmio considerevole per le aziende produttrici.

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